Il direttore della CIA John Ratcliffe ha effettuato questa settimana una visita non annunciata a Mosca per mettere in guardia i funzionari russi da qualsiasi attacco contro il territorio della NATO, secondo quanto riferito da persone informate sulla visita.

La visita, la prima trasferta pubblicamente nota di Ratcliffe nella capitale russa da quando è direttore della CIA, è avvenuta martedì (25 agosto) ed è durata circa otto ore e mezza. Ha incontrato i suoi omologhi dei servizi d’intelligence russi, ma non ha incontrato il presidente Vladimir Putin, come confermato dal Cremlino. Putin è stato successivamente informato dei colloqui. Durante il viaggio, Ratcliffe ha fatto tappa anche in Lettonia.

L’avvertimento sarebbe arrivato dopo recenti valutazioni dell’intelligence statunitense secondo cui Putin, alle prese con battute d’arresto sul campo di battaglia e pressioni interne nel quinto anno della guerra in Ucraina, potrebbe tentare di mettere alla prova la determinazione della NATO con un’operazione limitata. Gli scenari possibili vanno da un attacco informatico o dall’impiego di gruppi armati senza insegne fino a una piccola incursione terrestre, molto probabilmente contro uno Stato baltico o la Polonia.

Secondo i funzionari, la finestra temporale considerata va da questo autunno fino al 2029. L’opzione più estrema – un’incursione terrestre limitata – è considerata poco probabile nel breve periodo, ma con una probabilità destinata ad aumentare nel tempo.

Il presidente Trump ha descritto il viaggio come “semi-routinario” e ha dichiarato che non riguardava nello specifico né un’eventuale messa alla prova della NATO né l’Iran. Secondo fonti a conoscenza dei colloqui, Ratcliffe ha sollevato anche la questione iraniana e la possibilità di ulteriori sanzioni statunitensi qualora lo Stretto di Hormuz rimanesse chiuso. Durante la visita è stato chiesto all’Ucraina di sospendere alcuni attacchi contro le città russe.

La visita è avvenuta pochi giorni dopo che la NATO aveva condotto un’operazione aerea insolitamente ampia e complessa nei pressi dell’exclave russa di Kaliningrad. Il 18 agosto e nei giorni successivi, una formazione composta da circa 25 velivoli – tra cui caccia statunitensi e norvegesi – ha operato nello spazio aereo della Polonia settentrionale, vicino al confine con Kaliningrad.

Funzionari statunitensi e della NATO hanno descritto i voli come parte di un’esercitazione programmata di più giorni, incentrata sull’interoperabilità, sulla prontezza operativa e sulla deterrenza.

La partecipazione di un EA-37B nei pressi di Kaliningrad ha attirato particolare attenzione per il suo ruolo nell’interferire con le comunicazioni, i radar e i sistemi di navigazione. I dati di tracciamento dei voli hanno mostrato che il velivolo ha sorvolato la zona a ovest dell’exclave per circa due ore.

Kaliningrad, territorio russo fortemente militarizzato incastrato tra Polonia e Lituania, si trova in una posizione strategica di passaggio obbligato. Qualsiasi confronto serio coinvolgerebbe probabilmente il corridoio di Suwałki, lo stretto tratto di territorio che collega gli Stati baltici al resto della NATO.

Analisti e funzionari hanno interpretato le attività della scorsa settimana come una dimostrazione di capacità, piuttosto che come una risposta a una minaccia imminente. Un ex comandante dell’Aeronautica militare estone ha osservato che la NATO non volerebbe così vicino se si aspettasse un attacco nell’immediato.

I voli si inseriscono in operazioni già in corso, come Eastern Sentry e Baltic Sentry, che hanno rafforzato la presenza degli alleati sul fianco nord-orientale dell’Alleanza in seguito a episodi di guerra ibrida, tra cui l’impiego di droni e il danneggiamento di cavi.

La combinazione tra la valutazione dell’intelligence, l’avvertimento lanciato a Mosca e la visibile presenza del dispositivo aereo della NATO sottolinea la crescente preoccupazione per possibili tentativi russi di sondare la tenuta dell’Alleanza mentre la guerra in Ucraina prosegue. I funzionari sottolineano che la NATO rimane pronta a esercitare la deterrenza e a difendersi, mentre la probabilità di un’ampia prova di forza convenzionale resta limitata nell’immediato.

Tradotto da Cesare Ceccato. Articolo originale pubblicato su EUAlive disponibile qui.

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